Il decreto scia 2 del decretro legislativo 222 2016 alla scia ha lasciato tre categorie di intervento più due varianti non essenziali ai permessi di costruzione.

Stiamo parlando di questa SCIA e non parlando della super scia o della SCIA alternativa al permesso di costruire.

Con la SCIA si possono fare tre tipologie di intervento che sono:

  • la manutenzione straordinaria cosiddetta pesante, cioè quella con opere strutturali
  • il restauro e risanamento conservativo pesante con opere strutturali
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia leggeri

Sono fattibili anche due tipologie di varianti ai permessi di costruire che non incidono su parametri urbanistici, sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso, la categoria edilizia, non alterino la sagoma qualora sottoposta al codice dei beni culturali e non violino le eventuali prescrizioni contenute nel permesso. Si tratta quindi di una variante cosiddetta non essenziale.

In aggiunta c’è un’altra ipotesi di variante al permesso di costruire non essenziale fattibile con la scia e presentabile addirittura a fine lavori, le variazioni non essenziali conformi alle prescrizioni urbanistiche edilizie attuate dopo l’acquisizione degli atti d’assenso.

La SCIA viene presentata contestualmente all’inizio dei lavori, quindi l’inizio dei lavori coincide con la presentazione stessa. Nei primi trenta giorni il comune ha la facoltà di effettuare tutti i controlli dovuti, e quindi di poter chiedere integrazioni o sospendere i lavori per chiedere la conformazione alla disciplina e alle norme locali, nazionali e regionali.

Decorsi i 30 giorni comincia il periodo della cosiddetta autotutela, un periodo di 18 mesi entro il quale la pubblica amministrazione ha il diritto di intervenire annullando il l’efficacia della scia per motivi di interesse pubblico e valutato i rispettivi interessi di natura privata.